Il panorama risicolo piemontese si trova di fronte a una stagione segnata da profondi cambiamenti e criticità. Tra scelte di semina influenzate da un mercato in flessione e crescenti difficoltà nella gestione dell’acqua, emergono segnali preoccupanti per la sostenibilità economica e produttiva del settore.
L’andamento dei prezzi ha influenzato molto le semine. La superficie dovrebbe ridursi leggermente, con un calo delle semine di riso delle varietà Indica e Lunghi A da parboiled e un forte aumento del Tondo e di alcune varietà da risotto, come Arborio e Carnaroli. Il mercato sta registrando prezzi molto bassi, soprattutto nel comparto degli Indica e Lungo A da parboiled, oltre che in alcune tipologie da risotto, come Sant’Andrea, Roma e Baldo. Il comparto del Riso Tondo e Carnaroli ha tenuto prezzi accettabili fino a inizio giugno, ma è velocemente avvenuto un forte calo. Con questi prezzi, molto al di sotto dei costi di produzione, il settore non sarà più in grado di reggere, soprattutto in prospettiva del prossimo raccolto.
Manrico Brustia, responsabile Settore Riso e Irrigazione per Cia Piemonte, spiega: “Servono una strategia per il futuro, con contratti di coltivazione o di filiera con prezzi che prendano come parametro di riferimento i costi di produzione, e adeguate misure specifiche nella prossima programmazione PAC. In assenza di tutto questo, il settore si ridurrà, perdendo superficie investita a riso, con un danno economico, sociale e ambientale molto impattante, soprattutto sotto il profilo irriguo”.
È stato seminato molto riso con tecnica in asciutta: questo sta creando, e creerà nei prossimi mesi, molti problemi nella gestione irrigua, soprattutto a causa della simultaneità della sommersione del riso con altre colture che necessitano risorsa idrica importante. Questo fattore determinerà una situazione per cui la rete non sarà in grado di soddisfare tutte le richieste agricole.
Nel frattempo, Cia ha organizzato una riunione con il Consorzio Est Sesia per illustrare la situazione irrigua. Nella riunione, svolta nella sede Cia di Novara alla presenza di Gaudenzio Bernascone – presidente Cia e Pamela Minoletti – direttore, è emerso che a causa delle temperature molto elevate e dell’assenza di precipitazioni c’è stato un crollo delle portate dei fiumi, con una accelerazione nello scioglimento delle nevi. Questo ha creato sulla rete il fenomeno dell’hydropicking (sbalzo di livello idrico dei corsi d’acqua), soprattutto con sbalzi molto forti di livello, di circa 20 mc/s sulla Dora, in Canale Cavour. Per stabilizzare la rete, Est Sesia ha dovuto effettuare riduzioni di circa 40% sull’acqua, con turnazione sulla roggia Busca e sulla roggia Biraga. Nel momento in cui scriviamo, il Lago Maggiore ha un livello di 65 cm sopra lo zero idrometrico, che ha comportato già delle riduzioni di portata, per cercare di gestire al meglio l’acqua disponibile, in quanto non sono previste precipitazioni.
Cia ringrazia l’ing. Franco Bullano per il suo impegno sulla gestione della rete, e invita tutti gli agricoltori a collaborare sia con l’Ente che tra di loro per gestire al meglio la risorsa idrica disponibile.


