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Crisi del latte: Cia sollecita un nuovo Tavolo ministeriale

Non c’è pace nel settore lattiero-caseario e Cia Novara Vercelli VCO ha fatto il punto in un incontro negli uffici Cia di Oleggio con i produttori associati, che lamentano la mancata applicazione degli accordi economici firmati lo scorso dicembre da parte dell’industria.

La filiera del latte nel nord Piemonte sta attraversando una fase di profonda incertezza. Nonostante l’accordo nazionale siglato lo scorso dicembre al Masaf con il quale si fissavano prezzi minimi alla stalla per il primo trimestre del 2026 (54 centesimi/litro per gennaio, 53 per febbraio e 52 per marzo), sul territorio piemontese l’intesa non è applicata in modo uniforme.

Secondo le segnalazioni raccolte da Cia, i prezzi riconosciuti agli allevatori dai diversi acquirenti, solo in alcuni casi rispettano gli accordi stabiliti a livello ministeriale.

Una situazione che sta generando forte instabilità e tensione tra i produttori, già provati dal calo dei listini e dall’aumento dei costi di produzione.

«Gli agricoltori non stanno ricevendo un prezzo equo e omogeneo, nonostante un accordo formale che avrebbe dovuto garantire stabilità» – denuncia Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte. Durante l’incontro Cia, alla presenza del direttore Cia Novara-Vercelli-VCO Daniele Botti e del referente regionale Cia del settore Guido Coda Zabetta, è emerso un ulteriore elemento critico: l’applicazione delle Tabelle qualità, ritenute dagli allevatori sempre meno in grado di valorizzare le produzioni di eccellenza. I parametri qualitativi raggiunti negli anni, grazie a investimenti e impegno costante, non sono più premiati adeguatamente, dandoli per scontati, mentre l’asticella dei requisiti continua ad alzarsi. Il recente rapporto sulla qualità della filiera lattiero-casearia, stilato dal Ministero della Salute per l’anno 2024, ha certificato l’ottima salubrità e qualità del latte munto in Italia.

Tutto questo mette a rischio la sostenibilità economica di molte aziende familiari del territorio, che guardano con preoccupazione il futuro. Per queste ragioni, Cia Piemonte ha chiesto a Cia nazionale di sollecitare un nuovo tavolo ministeriale, con l’obiettivo di ristabilire regole chiare, garantire il rispetto degli accordi e riequilibrare il valore all’interno della filiera lattiero-casearia.

«Serve un confronto immediato con il Ministero e con tutti gli attori della filiera» – conclude Botti – «per tutelare il reddito degli allevatori e assicurare trasparenza ai consumatori. Non possiamo permettere che l’instabilità attuale comprometta il futuro di un comparto strategico per l’economia del territorio e piemontese».