Con una cerimonia cui ha partecipato anche il ministro Gilberto Pichetto Fratin, il Canale Cavour ha celebrato i suoi 160 anni di vita.
A Chivasso, lo scorso 12 aprile, all’edificio di presa il mondo agricolo e quello istituzionale erano al completo, per ricordare il passato di quest’opera ingegneristica che ha rivoluzionato l’agricoltura ma soprattutto per evidenziare quanto resti ancora importante ed essenziale ancora oggi. Con i suoi 83 chilometri di sviluppo e una rete che irriga oltre 127 mila ettari di terreno, il Canale Cavour – che prende il nome da Camillo Benso che fu uno dei principali promotori – è stato costruito in soli tre anni, tra il 1863 e il 1866, e collega il Po (a Chivasso) al Ticino (a Galliate) per l’irrigazione delle risaie novaresi e vercellesi.
Alla cerimonia erano presenti anche il presidente della Regione Alberto Cirio, il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi, il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino e della Provincia di Novara Marco Caccia, oltre a numerosi sindaci del territorio. Cia Novara Vercelli VCO era rappresentata dal presidente Gaudenzio Bernascone, dal vicedirettore Federico Sironi, dal consulente tecnico Gianni Monti e dal presidente regionale Gabriele Carenini. A fare gli onori di casa sono stati i vertici dalla Coutenza Canali Cavour (formata da Est Sesia e Ovest Sesia), con il presidente Stefano Bondesan e il Commissario Ettore Fanfani.
Tra i numeri evidenziati della grande opera che ha impiegato circa 14 mila operai: 37 rettilinei e 36 curve, 62 ponti-canali, 210 sifoni, 40 metri di larghezza alla partenza di Chivasso e 7 metri e mezzo allo sbocco di Galliate.
Cia condivide il commento di Cirio, che ha evidenziato la rapidità di esecuzione dell’opera a quel tempo e l’assenza di aggravio burocratico, che ora rendono difficoltose le realizzazioni infrastrutturali. Inoltre, Cia esprime soddisfazione nella cautela con cui i relatori hanno parlato di deflusso ecologico: almeno in questa occasione di celebrazione, tutti si sono detti interessati e proattivi nella tutela del mondo agricolo e delle priorità assegnate al settore primario.



