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Riso: incontro tecnico a Novara organizzato da Cia nazionale

Il settore del riso sta attraversando un momento di particolare difficoltà a seguito di aumenti dei costi di produzione, aree di libero scambio, prezzi di listino bassi. 

Lo scorso 16 aprile nella sede Cia a Novara si è svolta una riunione, organizzata da Cia nazionale, per fare il punto sul settore.

Sono intervenuti Manrico Brustia – responsabile Settore Riso e Irrigazione di Cia Piemonte e Consigliere di Ente Nazionale Risi, Alessandra De Santis responsabile di Cia – Agricoltori Italiani della sede di Bruxelles, Ivan Nardone dell’ufficio seminativi di Cia – Nazionale, Giovanni Daghetta – responsabile Riso per Cia e vicepresidente settore Riso nel Copacogeca, Giovanni Cardone – direttore Cia Piemonte, insieme a dirigenti e tecnici Cia del territorio. Hanno partecipato alcuni risicoltori Cia delle province di Novara, Vercelli, Biella, Alessandria, Pavia e Ferrara.

L’occasione è stata utile per fare il punto sulla modifica al regolamento SPG (Sistema di preferenze generalizzate) per la clausola di salvaguardia sul riso. Cia con le altre associazioni agricole sta portando avanti un emendamento per abbassare la soglia di importazione dal 45 al 20%. Il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo, anche a seguito delle mobilitazioni dei risicoltori degli scorsi mesi a cui Cia ha partecipato attivamente, hanno concordato un meccanismo automatico che avrebbe dovuto ripristinare i dazi in caso di importazioni eccessive. Un meccanismo però, del tutto insufficiente, lontano dalla realtà di mercato e in pratica mai attuabile. Il prossimo 28 aprile a Strasburgo, in sessione plenaria, il Parlamento Europeo sarà chiamato a votare una clausola di salvaguardia totalmente inadeguata. Cia – Agricoltori Italiani, di concerto con altre organizzazioni italiane ed europee (Ente Nazionale Risi, Copacogeca e Ferm) sta lavorando con diversi deputati per emendamenti migliorativi.

Durante la riunione a Novara è stata fatta un’analisi sui prezzi di mercato del risone: ad eccezione dei risi tondi e delle varietà da interno (Arborio e Carnaroli), tutte le varietà dei Lunghi A da parboiled e degli Indica mostrano prezzi da 35 a 40 euro quintale, molto al di sotto dei costi di produzione.

La guerra in Medio Oriente, ad oggi, non ha ancora influito sui noli dei container e di conseguenza i produttori continuano ad affrontare forti importazioni a prezzi molto bassi, che stanno incidendo in maniera sensibile sulla campagna di commercializzazione. In attesa e nella speranza che sia approvata la clausola di salvaguardia ritenuta efficace, Cia per la prossima campagna propone di realizzare dei contratti di coltivazione o di filiera, simili a quelli del grano, attraverso i quali può essere dato un sostegno all’ettaro alle aziende agricole, sotto forma di Pac o come sgravi fiscali alle riserie che sottoscrivono gli accordi. Questo strumento permetterebbe di avere prezzi più stabili e remunerativi per dare prospettiva al settore.

Secondo i dati di Ente Nazionale Risi, 1,7 milioni di tonnellate di riso (base lavorato) sono entrate nell’UE nella scorsa campagna di commercializzazione. Circa il 60% è entrato a dazio zero, annullando ogni possibilità di competizione sui costi di base per i produttori dell’Unione europea.