La crisi degli allevamenti, aggravata da siccità e temperature elevate, sta riducendo la produzione di latte e carne e spingendo molti agricoltori a salire in quota per cercare condizioni migliori. Ma anche in montagna la situazione è complessa: burocrazia, vincoli e iter autorizzativi rallentano interventi pratici che potrebbero aiutare gli allevatori.
Jodi Maccagno, giovane titolare di Faicheese, denuncia le difficoltà e propone soluzioni concrete: meno proteste, più operatività, snellimento delle procedure e investimenti in infrastrutture idriche. Ricorda che già nell’Ottocento erano stati realizzati canali e rogge ancora funzionanti, segno che intervenire è possibile.
Secondo Maccagno, nuovi bacini e sistemi di gestione dell’acqua garantirebbero non solo il sostegno agli allevatori, ma anche biodiversità, fauna selvatica e turismo montano. Oggi l’erba è più secca e la stagione sarà più breve, ma chi riesce a gestire i pascoli con recinzioni e acqua può salvare la produzione.
L’appello finale è chiaro: preservare gli alpeggi per evitare che, nel giro di pochi anni, i pascoli si spopolino e lascino spazio solo a bosco incolto.
Approfondimento sul prossimo numero di Nuova Agricoltura, edizione di luglio, a breve in distribuzione.
