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Cia incontra il ministro Lollobrigida

C’era anche una delegazione Cia Novara Vercelli VCO all’incontro con il ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida organizzato a Vercelli dal presidente della Provincia Davide Gilardino venerdì 31 maggio scorso.

Il Ministro ha svolto prima l’incontro con il CdA dell’Ente Risi, poi ha incontrato le Organizzazioni e gli operatori di filiera per un confronto, quindi si è trattenuto con i giornalisti prima di proseguire negli impegni istituzionali.

Cia era rappresentata dal responsabile Settore Riso e membro del CdA dell’Ente Risi Manrico Brustia, dal vicepresidente interprovinciale Roberto Greppi, dal referente di ufficio Cia Vercelli Federico Sironi, dal socio Massimiliano Allione.

La filiera del riso è stata il centro dell’incontro a porte chiuse con il CdA, le cui strategie devono essere condivise perché siano efficaci. Si è quindi parlato della clausola di salvaguardia per l’import dai PMA e dei rischi che corre il mondo risicolo italiano dalla possibilità per il Basmati indiano e pakistano di essere valorizzato dall’I.G.P., situazioni che il Ministero sta monitorando da vicino e su cui sta coinvolgendo anche altri paesi produttori europei. Si è affrontato il tema della valorizzazione del nostro riso e della capacità di ricerca dell’Ente e il Ministro ha promesso di andare in visita al Centro Ricerche sul Riso di Castello d’Agogna. E pur sapendo che non sarà un tema per la campagna risicola di quest’anno, il Ministro ha ricordato di essere impegnato per trovare adeguate soluzioni alla problematica della siccità che tante difficoltà ha creato negli ultimi anni. 

Durante il momento di riunione con i rappresentanti di settore, Brustia ha riassunto alcuni aspetti prioritari per cui Cia sollecita l’intervento del Ministero, illustrati anche come osservazioni nel documento inviato al Tavolo di filiera Riso: la clausola di salvaguardia automatica, gli investimenti infrastrutturali idrici con deroga al deflusso ecologico, la catena del valore e la distribuzione equa tra i soggetti della filiera, la nuova Pac e la disciplina che regola fitosanitari e fertilizzanti, la fauna selvatica in sovrannumero e continua proliferazione.

In particolare, sulla necessità di investimenti sull’acqua, Cia propone l’ammodernamento dei canali per ridurre gli sprechi, favorire gli insediamenti di invasi e microinvasi per trattenere l’acqua, deroga al deflusso ecologico dal 2025 al 2028 per poter effettuare una sperimentazione triennale che dimostri i reali quantitativi di acqua da poter rilasciare nei fiumi con lo scopo di utilizzare più acqua possibile per l’irrigazione agricola.

Assegnare un giusto valore all’agricoltore deve partire dal riequilibrio della catena del valore per una equa distribuzione del prezzo lungo tutta la filiera, partendo dal riconoscimento dei costi di produzione dell’azienda agricola da parte di un ente terzo e vigilato dal MASAF come ISMEA.

La nuova Pac, infine, punta ad una riduzione impegnativa di fitofarmaci e fertilizzanti, che in assenza di alternative rischia di compromettere le produzioni. Secondo Cia va incentivata la ricerca pubblica e privata affinché si possano superare gradualmente molecole potenzialmente impattanti con prodotti sostenibili e accessibili a partire da una accelerazione sulle TEA.