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Psa e danni da fauna selvatica: sintesi dell’incontro Cia a Suno

Si è svolta nella sede del Comune di Suno una riunione Cia con i soci per parlare alle problematiche legate alla Psa e ai danni da fauna selvatica. Erano presenti il direttore Daniele Botti, il rappresentante Cia in ATC e vicepresidente Gaudenzio Bernascone, la guardia Paolo Radaelli, il presidente Cia Andrea Padovani, il presidente Cia Piemonte Gabriele Carenini.

La seduta è aperta dal Direttore, che riassume gli avvenimenti più recenti causati dalla presenza di PSA in 7 allevamenti suinicoli localizzati nel Novarese e i conseguenti abbattimenti di oltre 22.000 suini. Chiarisce inoltre le complessità della normativa con la quale sono gestiti gli interventi per debellare la PSA, recentemente aggiornata con l’ordinanza n. 5/2024 del Commissario straordinario per la Psa Giovanni Filippini.

L’ordinanza determina il perimetro della zona di Controllo dell’Espansione Virale (C.E.V.) con un raggio stabilito intorno all’area infetta. Partendo da quest’area si individuano tre zone: zona 2 e 3 (più attigue all’are infetta e dunque più a rischio) e la zona 1, più distante dall’area infetta ma nella quale operano restrizioni per la caccia e per le operazioni di contenimento e del cinghiale.

Restrizioni e divieti che hanno aumentato in modo significativo la presenza di cinghiali in un’area territoriale che dalla pianura irrigua del Novarese si estende a nord fino ai rilievi del Mottarone. In queste aree sono state pesantemente danneggiate le colture foraggere, i prati stabili coltivati dalle aziende zootecniche e sono a forte rischio le semine primaverili di mais, coltura da sempre tra le preferite dai cinghiali fin dalle operazioni di semina.

Nel corso dell’incontro sono state esaminate le diverse condizioni, di carattere sanitario, per operare nelle zone di restrizione per contenere i cinghiali. Oltre alla conoscenza delle norme sulla biosicurezza che i cacciatori devono acquisire con uno specifico corso di formazione, in zona 1 occorre avere a disposizione delle celle frigorifere per detenere le carcasse eviscerate in attesa dell’esito delle analisi veterinarie. Una cella è già stata acquistata da ATC NO, che è in procinto di acquistarne un’altra, mentre per alcune celle già presenti sono in corso le verifiche funzionali (Castelletto Ticino – ex macello). La collocazione delle celle deve avvenire in un luogo dove esiste la rete fognaria, acqua corrente calda e fredda e a debita distanza da altri tipi di allevamento.

Dal 15/20 febbraio partirà la caccia di selezione (3 cani con 15 cacciatori) dove le carcasse, se infette, verranno distrutte. Radaelli dice che le persone che parteciperanno alla caccia di selezione sono tutti operatori addestrati da lui, in quanto devono avere una corretta formazione in merito a bio-sicurezza e a tutte le procedure per poter eliminare un animale colpito da Psa nel giusto modo.

Gaudenzio Bernascone ricorda il lavoro, complicato, svolto in questi mesi molto difficili e sottolinea come, purtroppo, la data in cui riprendere le operazioni di controllo del cinghiale sia ancora lontana.

Gabriele Carenini riassume quello che Cia ha provato a fare in questi mesi caratterizzati da un contesto difficilissimo in cui le priorità, che sono stabilite dal Commissario alla PSA Filippini, non prevedono in questa fase l’abbattimento di cinghiali. Carenini ricorda come si sia arrivati, grazie alle pressioni dell’Organizzazione a tutti i livelli, all’aumento del limite del Deminimis, dai 25.000 euro, ai 50.000 euro attuali.

Carenini ricorda che di fronte a un’emergenza come quella della PSA occorre assumere misure d’emergenza, come l’utilizzo dell’esercito, che ha numeri e risorse da mettere in campo aiutando il paese a superare questa crisi. Per ora l’esercito si limiterà a monitorare la presenza di carcasse di cinghiali per recuperarli e individuare la causa di morte.

Conclude il presidente Padovani, rimarcando il fatto di continuare a fare richieste danni fauna, oltre che per ottenere i giusti risarcimenti per disporre di un quadro di dati completo sui danni da fauna.