Il “Diario Amico 2025/2026” distribuito in oltre 7.000 copie nelle scuole del VCO in Piemonte (dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte – Ambito Territoriale del Verbano-Cusio-Ossola), si è distinto per aver riportato, attraverso presunti racconti di alcuni alunni, contenuti educativi che Cia, con un gentile eufemismo, definisce errati.
In particolare, ci si riferisce al racconto “Blog in Val Formazza Miaoo!!” che riporta una serie di insulti contro gli allevatori e incita a bere “latte” vegetale, sotto forma di un racconto (scritto da una alunna di 12 anni) che vede un gatto intervistare altri animali.
Ad esempio, è scritto che una bovina risponde al gatto dicendo che “mi fanno partorire per poi mettere in latte in vendita … ricavando dei soldi… (e dunque gli allevatori) sono dei ladri” – “dovremmo bere latte vegetale” e far dichiarare al lupo “sto facendo una dieta vegetale”. Secondo Cia, intervenire sulla benevola predisposizione di qualsiasi bambino nei confronti del mondo animale significa avviare gli alunni, come Cappuccetto Rosso, su una strada sbagliata che li conduce, inconsapevoli, verso il bosco. E nel bosco possono trovare anche simpatici orsacchiotti che però, purtroppo, spesso non ricambiano i medesimi sentimenti che gli umani, inconsapevoli, provano per loro.
Le bovine, tanto per ricordarlo, partoriscono prima di tutto per riprodursi e per dare vita ai vitellini da tutti tanti amati, e i lupi – prima di avviarsi alla dieta vegetale, un processo ancora da avviare e che richiederà qualche secolo di adattamento della specie – si sono sbranati schiere di piccoli agnellini a cui, per qualche ragione, nessuno importa: solo se e quando destinati all’alimentazione umana, si levano voci a loro difesa. Se a sbranarli è invece il “povero lupo”, il medesimo agnello è tranquillamente sacrificabile. Per non parlare del latte vegetale (quello di soia, per dire) prodotto in larghe misure nei terreni deforestati e sottratti agli indigeni d’Amazzonia. Non proprio un modello invidiabile di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
A Cia piace ricordare, in conclusione, il primario scopo educativo della scuola, ovvero quello di fornire le basi culturali e sociali necessarie per lo sviluppo armonico e completo della persona, promuovendo l’acquisizione di conoscenze e abilità fondamentali, il pensiero critico e la formazione di cittadini consapevoli e responsabili. In questo caso si poteva sicuramente fare di meglio.
Il caso di quanto pubblicato e ritenuto offensivo della categoria degli allevatori (definiti cafoni, ladri e sfruttatori), in parte del Diario amico dell’anno scolastico 2025/2026 – tra gli interventi richiesti anche dall’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali con cui Cia è in stretto contatto (vicepresidente è Pamela Napoli, socia Cia), pure a livello ministeriale – ha dato vita da parte di genitori allevatori, e non solo, a una spontanea petizione su Change org, richiedente il ritiro e distruzione di tutte le 7.000 copie del suddetto Diario.
Cia invita gli associati a partecipare ad un incontro a Crodo (VB) al Foro Boario venerdì 31 ottobre dalle 20,30 per discutere del caso. Aprirà l’incontro di Crodo il sindaco, Pasquale Folchi. Parteciperanno come relatori il dottor Michele Corti, presidente dell’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali e già professore universitario di Zootecnia di montagna; la vicepresidente della stessa Associazione l’allevatrice Pamela Napoli; Giovanni Todaro, giornalista e scrittore; Daniele Botti, direttore Cia Novara Vercelli VCO; Vittoria Riboni, allevatrice e già presidente dell’Ente Aree Protette dell’Ossola. Alla serata è stata invitata come relatrice anche la dr.sa Concetta Noto, dirigente dell’Ufficio IX – Ambito territoriale del VCO.

