Il 10 febbraio ricorre la Giornata mondiale dei legumi, celebrata dall’UNEP (United Nations Environment Program, l’Agenzia dell’ONU per l’Ambiente). Tra le colture particolari sul territorio che meritano attenzione c’è quella del fagiolo, scelta agricola che tiene conto talvolta di ragioni di rotazione, ma che diventa una scelta motivante per vari aspetti.
A raccontarlo è il socio Cia Giovanni Frattino, titolare dell’omonima azienda agricola di San Nazzaro Sesia (NO).
La storia di Giovanni Frattino e i fagioli nasce quasi per caso, una decina di anni fa. All’inizio era fagiolo da orto, semplicemente raccolto e incassettato. Per alcuni anni ha coltivato il Borlotto classico, quello che si trova in estate dal verduriere. Ma la Pac ha imposto la rotazione e la diversificazione, quindi il fagiolo è diventato, in azienda, una cosa seria e la giusta soluzione a riguardo. Anziché piccoli appezzamenti, diventano ettari investiti e l’azienda cresce con l’attrezzatura per le operazioni necessarie. La produzione estesa su ettari rendeva però obbligatorio pensare ad una soluzione alternativa alla distribuzione quotidiana, di un prodotto fresco facilmente deperibile. I macchinari sono costruiti in gran parte all’estero, specie in Turchia, e il mercato va organizzato. Frattino decide quindi, a seguito di varie ricerche, di dedicarsi ad una varietà storica riscoperta in Piemonte, in particolare nell’area del Cuneese – regione adatta per il terreno e il clima alla loro coltivazione: lo Stregone (o Stregonta).
Si semina in secondo raccolto, meglio se dopo il grano, in azienda si usa il metodo convenzionale ma i trattamenti sono limitati all’essenziale; il prodotto è poi estirpato, andanato con la macchina che si utilizza per il fieno, e trebbiato, con una classica trebbiatrice con alcuni adattamenti per la coltura del fagiolo. Il prodotto è quindi essiccato e lavorato, cioè pulito con un aspiratore e un pulitore, poi selezionato. Per la vendita all’ingrosso il prodotto è confezionato in sacconi da cinque quintali, ma Frattino ha anche una piccola produzione di dettaglio che seleziona manualmente: un lavoro di particolare cura e attenzione che richiede molto tempo (e pazienza!), meglio se svolto – racconta l’imprenditore – accanto ad una stufa in inverno, in compagnia di un buon amico e di un buon vino! La selezione manuale è volta a togliere dalla massa i fagioli ritenuti difettosi, cioè quelli macchiati o rovinati, o che presentano impurità che la macchina ha trascurato. Qui la vendita avviene per sacchetti da chilo e mezzo.
Per quanto riguarda le caratteristiche del fagiolo Stregone, questo si distingue per la pezzatura più grande e per la particolare colorazione, che tende a rispecchiare il colore dello Scozzese. Una volta messo in ammollo è piuttosto grande e in cottura crea un brodo di colore scuro tendente al marrone, particolarmente apprezzato dai ristoranti per fare la panissa. Anche le caratteristiche in campo sono diverse rispetto ad altre varietà. La copertura fogliare è maggiore, e la resistenza alle infestanti è interessante, anche nella produzione biologica se la cava bene.
Frattino ha in coltivazione anche un altro tipo di fagiolo, su richiesta dei commercianti: è il Verdone, una varietà che ricorda il Cannellino ma giallo-verde, utilizzato in cucina per le zuppe. La produzione di fagioli, nella zona, varia da 20 a 30 quintali a ettaro, non molto elevata ma di qualità (e una volta, molto remunerativa). Tra i vantaggi: la sostenibilità economica, non avendo bisogno di concimazioni, e la rigenerazione importante per i terreni.
Una curiosità: i cacciatori dichiarano di notare il ritorno di lepri e altri animali che non vedevano più in zona, da quando si avvicenda il fagiolo al grano.
Quanto al contesto ambientale, San Nazzaro è un piccolo centro che ha buone potenzialità turistiche, forse ancora da sviluppare del tutto, commenta Frattino. Una parte del comune è compresa nel parco naturale delle Lame del Sesia. Famosa è l’abbazia dei Santi Nazario e Celso, tra i più importanti esempi di gotico lombardo italiano, visitabile su appuntamento, e anche il Santuario della Madonna della Fontana presenta un bello scorcio con un viale alberato per belle passeggiate. Frattino si occupa anche del piccolo oratorio di San Rocco, che cura in gestione con un altro agricoltore, luogo messo a posto negli anni Ottanta.
Sotto il profilo agricolo, è un territorio vocato a riso e mais, ma c’è anche una fascia irrigua dedicata a pioppeti, bosco e, appunto, fagioli.
L’azienda agricola Frattino Giovanni ha novità e progetti per il futuro, prossimo e lontano: i fagioli rossi come nuova varietà coltivata, e l’acquisto di una selezionatrice ottica, per chiudere la filiera produttiva.
Azienda Agricola Frattino Giovanni
via Marconi
San Nazzaro Sesia (No)






